CSt: limitare immigrazione; iniziativa UDC non fa breccia

Marco Chiesa (UDC/TI) ha rotto la prassi che vuole che i nuovi eletti non prendano la parola durante la loro prima sessione del Consiglio degli Stati KEYSTONE/PETER KLAUNZER sda-ats

"No" all'iniziativa popolare dell'UDC volta a limitare l'immigrazione. Come il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati raccomanda - con 38 voti a 4 e 3 astenuti - di pronunciarsi contro il testo che chiede una disdetta degli accordi di libera circolazione.

Tale raccomandazione non costituisce una sorpresa, visto che la commissione preparatoria invitava a respingere l'iniziativa per 11 voti a 2.Tranne i democentristi, tutti gli altri partiti erano contrari al testo poiché, a loro parere, mette a repentaglio il benessere del Paese e le sue relazioni con Bruxelles. Vari interventi, tra cui quello della consigliera federale Karin Keller-Sutter, hanno messo in guardia dall'accettazione dell'iniziativa che "metterebbe in discussione l'approccio bilaterale con l'UE nel suo complesso (gli accordi decadrebbero in virtù della clausola ghigliottina)".

"Non nego che la libera circolazione delle persone possa avere delle conseguenze negative, ma essa consente ai datori di lavoro di assumere professionisti in modo rapido, flessibile e senza oneri amministrativi nell'area UE/AELS", ha spiegato a nome della commissione Daniel Fässler (PPD/AI). Al suo posto avrebbe dovuto esprimersi in qualità di relatore commissionale Filippo Lombardi (PPD/TI), ma a causa della sua non rielezione il 17 novembre scorso, l'incombenza è toccata a Fässler.

Non prendere alla leggera lo scrutinio

Dal canto suo, Christian Levrat (PS/FR) ha invitato i colleghi "senatori" a non prendere alla leggera lo scrutinio popolare sull'iniziativa UDC. "La nostra risposta deve essere in primis quella di ricostituire un fronte pro-europeo coerente, un fronte che ha sofferto negli ultimi anni, composto da organizzazioni economiche e dei salariati".

Secondo il socialista friburghese, occorre mettere in risalto gli aspetti positivi della libera circolazione, dissipando le incertezze nate il 9 febbraio 2014. "Allora abbiamo lasciato crescere nella popolazione un certo numero di dubbi, che occorre ora dissipare con misure concrete, in particolare in ambito sociale", ha rilevato Levrat.

Minoranza UDC

Una minoranza, composta dai democentristi e dall'indipendente sciaffusano Thomas Minder, è invece del parere che la Svizzera dovrebbe regolare l'immigrazione in modo indipendente. Secondo Minder, già oggi la Svizzera conta 2 milioni di stranieri. "Senza una limitazione dell'immigrazione si arriverà ben presto ai 3 milioni".

A suo avviso, avanti di questo passo la Svizzera conterà tra poco 10 milioni di abitanti (adesso 8,5 milioni, n.d.r.). Le conseguenze? Strade e infrastrutture sempre più sotto pressione, maggiore inquinamento, paesaggi sfigurati a causa della costruzione di nuove abitazioni, problemi con le assicurazioni sociali, perdita di identità.

Problemi del Ticino

Rompendo la prassi che vuole che i neo "senatori" non prendano la parola durante la loro prima sessione delle Camere federali, Marco Chiesa (UDC/TI) ha illustrato i problemi del Ticino in relazione alla libera circolazione. Il democentrista ticinese ha deplorato la situazione del mercato del lavoro a sud delle Alpi, con quasi 68'000 frontalieri che varcano il confine ogni giorno e i rischi dell'effetto di sostituzione e del dumping salariale.

Chiesa ha pure rilevato come le misure di accompagnamento non rappresentino una tutela per il mercato del lavoro ticinese, ciò che gli elettori a sud delle Alpi hanno più volte ribadito nelle votazioni sugli accordi bilaterali o votando l'iniziativa "Prima i nostri".

Il neo "senatore" democentrista ha spiegato come la sua elezione agli Stati non sia estranea a questa situazione delicata nel canton Ticino. "I sottoccupati sono raddoppiati toccando quota 20'000, il numero delle persone in assistenza è esploso (...), mentre i contratti normali di lavoro sono già 17 che è di gran lunga il record svizzero".

Rassicurazioni di Keller-Sutter

Oggi la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha voluto rassicurarlo, esprimendosi in italiano. "Riconosco che in Ticino l'impatto dell'apertura del mercato del lavoro è stato più forte che nella Svizzera romanda. La vicinanza di grandi agglomerati come Milano, Como e Varese e la crisi economica hanno aumentato la pressione. Siamo anche consapevoli che la presenza di manodopera frontaliera è particolarmente forte in Ticino. Negare la pressione sui salari sarebbe irresponsabile", ha ammesso la ministra sangallese.

"In questo ambito - ha aggiunto Keller-Sutter nella lingua di Dante - la collaborazione tra le parti sociali, i sindacati, i datori di lavoro, i cantoni e la Confederazione è fondamentale.(...) Il consigliere agli Stati Chiesa ha parlato dei 17 contratti normali in Ticino e questo dimostra la necessità di certe misure". Ma l'accettazione dell'iniziativa significherebbe senza dubbio una minaccia per la via bilaterale nel suo complesso e per l'occupazione e il benessere nel nostro Paese a lungo termine, ha ammonito la consigliera federale.

Iniziativa depositata nell'agosto 2018

L'iniziativa "Per un'immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)", depositata il 31 agosto 2018 con 116'139 firme valide, chiede che la Svizzera regoli in maniera autonoma l'immigrazione degli stranieri. Impedisce inoltre ogni nuovo trattato di obbligo internazionale per la libera circolazione. Se il testo venisse accettato dal popolo, le autorità avrebbero un anno per negoziare la fine dell'accordo con Bruxelles. Se non si dovesse trovare una soluzione, il Consiglio federale dovrebbe uscire dall'intesa nel mese successivo.

Dal momento che durante la scorsa sessione anche il Nazionale, con 123 voti a 63, ha raccomandato agli aventi diritto di voto di bocciarla, il dossier è pronto per le votazioni finali. Il voto di popolo e cantoni dovrebbe tenersi presumibilmente in maggio.

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