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Da Roma e Parigi violato spirito Schengen

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 luglio 2011 - 19:39
(Keystone-ATS)

Nessuna infrazione formale alle regole comunitarie, ma è mancata la solidarietà, la fiducia e la collaborazione, insomma l'essenza di quegli accordi per la libera circolazione delle persone, firmati a suo tempo dai Paesi europei nella piccola cittadina di Schengen in Lussemburgo. Questo il giudizio della Commissione Ue, a oltre tre mesi di distanza, sulle tensioni tra Italia e Francia, in seguito al massiccio afflusso di immigrati irregolari dalla Tunisia e all'assedio al confine di Ventimiglia.

Bruxelles ha reso nota oggi la sua valutazione finale, annunciando, per il futuro, un'inversione di rotta con la ridefinizione delle regole per la governace del controllo alle frontiere. Le nuove proposte sono attese per il prossimo mese di settembre. "Dal punto di vista formale - ha affermato la commissaria Ue agli Affari interni Cecilia Malmstrom - le misure prese da Italia e Francia sono state conformi al diritto comunitario. Tuttavia, mi rammarico perché lo spirito delle regole di Schengen non è stato pienamente rispettato".

Parigi ristabilì i controlli alle frontiere per il massiccio arrivo di immigrati nordafricani che, giunti in Italia, avevano ottenuto permessi di soggiorno e documenti di viaggio. Secondo la commissaria Ue, le misure prese dal governo italiano per fornire agli immigrati nordafricani irregolari quei permessi e quei documenti "non sono stati in contrasto con il diritto comunitario", ma dimostrano la necessità di fare chiarezza a livello europeo.

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