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DFF non ricorre contro assoluzione Vekselberg

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 dicembre 2010 - 16:09
(Keystone-ATS)

BERNA - Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) non ricorre contro l'assoluzione di Victor Vekselberg, Ronny Pecik e Georg Stumpf, i finanzieri prosciolti il 21 settembre dal Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona dall'accusa di infrazione contro la legge sulle borse (LBVM) in relazione alla scalata nel gruppo OC Oerlikon.
Ai tre era stata inflitta dal DFF una multa-record di 40 milioni di franchi a testa, cosa che aveva provocato accese discussioni non solo in Svizzera.
"Dopo un'attenta analisi della motivazione della sentenza il DFF rinuncia a impugnare la decisione davanti al Tribunale federale", scrive il dipartimento di Eveline Widmer-Schlumpf in un comunicato odierno. A prescindere dall'esito del procedimento il DFF accoglie comunque positivamente il fatto che nella motivazione della sentenza il TPF abbia chiarito per la prima volta diverse questioni di diritto pendenti nell'ambito dell'obbligo di dichiarazione ai sensi della legge sulle borse.
La vicenda prende avvio nel 2006, quando Vekselberg acquista attraverso la sua società di investimento, la Renova, due pacchetti azionari del gruppo industriale OC Oerlikon, che quel tempo si chiamava Unaxis, detenuti dalla Victory.
Il DFF sostiene che Renova e Victory costituiscano un gruppo organizzato ai sensi dell'art. 20 cpv. 3 della LBVM. Le persone coinvolte sono quindi multate per violazione dell'art. 41 lettera a della LBVM, che punisce chi omette di dichiarare la sua partecipazione qualificata in una società quotata in borsa. La sanzione rischia di essere draconiana: può infatti arrivare a un massimo pari al doppio del prezzo di acquisto o di vendita delle azioni.
Vekselberg ha sempre considerato la multa come arbitraria e il modo di procedere del DFF ha sollevato anche critiche sia in Russia, sia in Svizzera.

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