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Esportazioni: stagnazione in giugno

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 luglio 2011 - 10:54
(Keystone-ATS)

La forza del franco comincia a farsi sentire sulle esportazioni, diminuite dell'8,2% in giugno rispetto a un anno prima. Tuttavia lo scorso mese contava due giorni lavorativi in meno del giugno 2010. Corretto di tale differenza l'export ha segnato il passo (+0,4%), secondo quanto indicato oggi dall'Amministrazione federale delle dogane (AFD).

Nel primo semestre 2011 l'export ha così fatto registrare un incremento del 4,3% a 100,25 miliardi di franchi (+11,7% in termini reali). Le importazioni sono progredite del 2,7% a 88,65 miliardi di franchi. La bilancia dell'interscambio nei primi sei mesi ha evidenziato un avanzo di 11,6 miliardi di franchi (+18,9%).

Nel solo mese di giugno i prezzi all'export hanno registrato una contrazione del 10,9%. Non tenuto conto dei prodotti farmaceutici, il calo è del 5%, segno che le imprese hanno dovuto fare concessioni a causa del forte apprezzamento del franco. In totale sono stati forniti al di fuori delle frontiere beni per 15,8 miliardi di franchi.

Flessione anche per importazioni, scese del 9,6%. I prezzi dei beni acquistati all'estero sono diminuiti del 5,6%. A parità di giorni lavorativi l'import è in calo dell'1,3%. La bilancia commerciale mensile è terminata con un'eccedenza di 1,7 miliardi di franchi (+5,9%).

Nell'export, tutti i rami, salvo l'orologeria (+10,1% a 1,58 miliardi di franchi), sono sono risultati in flessione, penalizzati dalla differenza dei giorni lavorativi, rileva l'AFD. Per l'industria chimico-farmaceutica si è avuto un calo del 13,5% (a 5,6 miliardi di franchi). I prezzi in media sono in discesa del 20,2%.

Per il ramo delle macchine e dell'elettronica, il calo è del 10,8% (a poco meno di 3 miliardi di franchi), con prezzi in arretramento del 5,5%. Nel campo degli strumenti di precisione l'export è in calo del 16,3% (a 1,13 miliardi); i prezzi sono in discesa del 9,4%. Più contenuta la contrazione dell'industria metallurgica, in flessione del 6,9% a 1,09 miliardi) e prezzi in discesa del 3,7%. In perdita di velocità anche gli alimentari e i tabacchi: -13,8% a 572 milioni di franchi.

Fra i vari mercati, le vendite all'Unione europea hanno segnato una flessione del 14,6% a 8,98 miliardi di franchi. Tiene relativamente la Germania con un -5% a 3,17 miliardi di franchi. Cedono del 20% invece le forniture all'Italia (a 1,3 miliardi di franchi) e del 13,7% quelle alla Francia (a 1,2 miliardi). Malgrado la debolezza del dollaro, l'export verso gli Stati Uniti è aumentato dell'1,3% (a 1,59 miliardi).

Crescita del 16,6% per le consegne alla Cina (a 691 milioni), del 20,1% per Hong Kong (a 526 milioni) e arretramento del 3,4% per il Giappone (a 483 milioni). Balzo poi del 45,1% per le esportazioni verso la Federazione russa (a 240 milioni) e del 92,3% (a 286 milioni) verso l'Arabia Saudita.

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