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Euroritenuta: Stati hanno obbligo applicazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 maggio 2011 - 14:34
(Keystone-ATS)

Gli stati membri della Ue "hanno l'obbligo" di applicare l'euroritenuta sulla tassazione degli interessi sui capitali dei cittadini residenti all'estero e se non lo fanno la Commissione Ue "può avviare nei loro confronti una procedura di infrazione". Lo ha detto il portavoce del commissario Ue al fisco, sottolineando che la Svizzera non ha influenzato l'eurodirettiva, come affermato ieri dal ministro italiano dell'economia Giulio Tremonti.

È quanto ha risposto David Boublil, portavoce del commissario Ue al fisco, a domande sul veto posto ieri all'Ecofin dal ministro italiano Tremonti, perché la direttiva non prevede sanzioni contro gli Stati e le banche che violano il testo.

"La direttiva implica un obbligo", ha detto il portavoce. "Poi spetta agli stati membri implementare questo obbligo. È chiaro che se un contribuente non si attiene a quanto previsto, lo Stato membro deve intervenire. Spetta agli Stati membri accertarsi che l'applicazione sia fatta correttamente e gli Stati hanno ampi margini di manovra per fare questo", ha aggiunto Boublil.

Il portavoce ha rilevato che l'eurodirettiva ha come obiettivo principale "la lotta all'evasione" ed ha respinto l'accusa che sia stata influenzata dalla Svizzera e/o dai "paradisi fiscali" europei.

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