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Anche l'industria del cioccolato elvetica ha sofferto nel 2012 le conseguenze negative dell'apprezzamento del franco sulle altre principali divise. Stando all'organizzazione mantello chocosuisse - che raggruppa 18 produttori - volumi e fatturato durante lo scorso esercizio sono risultati in flessione rispetto al 2011.

Con un ossimoro azzeccato, chocosuisse ha giudicato "dolceamaro" l'esercizio 2012. A livello di volumi si è registrato su un anno un calo di 4 mila tonnellate, ossia una flessione delle vendite del 2,2%, a 172'376 tonnellate. Il fatturato del ramo è sceso del 3,4% a 1,63 miliardi di franchi, indica il bilancio pubblicato oggi.

In Svizzera, vi è stata una riduzione dei volumi delle vendite dell'1,2% a 68'479 tonnellate. Il fatturato è invece aumentato, sebbene leggermente, dello 0,3% a 872 milioni. Come nel 2011, anche nel 2012 il consumo pro capite di cioccolato in Svizzera è stato di 11,9 Kg.

L'export è calato su un anno del 2,9% a 103'897 tonnellate. A causa della forza del franco, i ricavi sono diminuiti del 7,3% a 760 milioni. A livello geografico, a parte la Gran Bretagna, il Belgio e la Germania, i principali mercati europei sono risultati in calo.

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SDA-ATS