Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

NEW YORK - Alcuni dati sugli utenti di Facebook tali da consentire di estrapolarne nome, interessi e liste di amici sono stati inviati a compagnie pubblicitarie nonostante le rassicurazioni del social network. Lo scrive oggi il Wall Street Journal, che fra i siti 'incriminati' cita anche MySpace e altri siti sociali.
La pratica consiste nell'inviare agli inserzionisti i nomi utente o i numeri di identificazione di coloro che cliccano su un annuncio promozionale. Da alcune di queste informazioni sarebbe però possibile risalire ai profili individuali degli internauti, a seconda del sito e delle impostazioni per la privacy selezionate dagli utenti. In particolare da Facebook, scrive il Journal, che a differenza di altri social network richiede agli utenti di iscriversi con nome e cognome reali. Tra le compagnie che avrebbero ricevuto questi dati il quotidiano indica Google, DoubleClick e Yahoo&!, ma tutte hanno negato di essere a conoscenza di dati 'extra' ricevuti dai social network e hanno affermato di non averli quindi mai utilizzati.
Interpellato dal Journal, un portavoce di Facebook ha riconosciuto che sono stati passati alle compagnie pubblicitarie dati che consentivano di risalire al profilo pubblico dell'utente, ma ha precisato che il sito ha posto rimedio al problema non appena ne è venuto a conoscenza e che sta lavorando affinché il codice condiviso con i pubblicitari non contenga alcun identificativo personale.
Si tratta di un nuovo tassello sulle già accese polemiche sulla privacy che investono il social network più popoloso al mondo, con 500 milioni di utenti, e alle quali è dedicata anche la copertina del Time in uscita il 31 maggio. Il magazine apre con un ampio servizio dal titolo "Facebook e il modo in cui sta ridefinendo il concetto di privacy".

SDA-ATS