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PARIGI - Obsoleta, inefficace, ingiusta: è il verdetto della Corte dei Conti sulla scuola francese. Per la prima volta il sistema scolastico è stato analizzato in modo dettagliato e imparziale sulla base delle spese pubbliche e i risultati ottenuti.
"Dal 2005 la scuola fissa obiettivi precisi e un budget ben definito. In Francia non sono rispettati", spiega al settimanale Le Nouvel Observateur Jean Picq, presidente della terza camera della Corte dei Conti. Il 20% degli allievi abbandonano gli studi a 16 anni "senza sapere leggere e scrivere correttamente", si legge nello studio. Inoltre il ritardo scolastico a 15 anni è il più grave tra i paesi dell'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
La Francia investe per l'istruzione come gli altri paesi dell'Ocse ma distribuisce male il suo budget: le elementari vengono trascurate, secondo la Corte dei Conti, "mentre è proprio nella scuola primaria che bisogna cominciare a lottare contro le carenze più gravi". Il liceo invece "costa troppo", a causa delle "eccessive ore di corso" che, come dimostrano gli esempi in altri paesi, sono "inefficaci". Inoltre sempre il liceo in Francia non è al passo con i tempi: è rimasto così come lo aveva concepito Napoleone. Anche il diploma, il cosiddetto "bac", non è cambiato negli ultimi 200 anni.
Secondo Picq il problema è che "in Francia si è convinti che il successo a scuola dipenda dal merito: se uno studente fallisce è colpa sua e non della scuola o dei professori. Tutte le energie vengono incanalate nella selezione dei 'migliori'".

SDA-ATS