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Francia: scandalo Bettencourt, Sarkozy sulla graticola

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 agosto 2011 - 19:33
(Keystone-ATS)

Il tormentone giudiziario legato al patrimonio dell'ereditiera L'Oréal Liliane Bettencourt torna a minacciare il presidente francese Nicolas Sarkozy, alla vigilia della conferenza sul futuro della Libia, di cui si prepara ad essere il grande protagonista.

In un libro che uscirà domani, anticipato oggi da alcuni organi di stampa, il magistrato Isabelle Prevost-Desprez racconta "la paura" dei testimoni di "parlare sotto interrogatorio a proposito di Nicolas Sarkozy", e poi accusa il presidente: "uno di loro mi ha detto di aver visto consegnare dei contanti a Sarko".

In un passaggio successivo, l'affermazione viene precisata: "L'infermiera di Liliane Bettencourt ha confessato al mio cancelliere, dopo la sua udienza con me: 'ho visto consegnare dei contanti a Sarkozy, ma non potevo dirlo sotto interrogatorio'".

Un'accusa che diventa ancora più pesante se si considera che la Prevost-Desprez è stata uno dei giudici istruttori di una parte del procedimento scaturito dal ritrovamento dei nastri registrati dal maggiordomo di casa Bettencourt nello studio della milionaria, ma è stata poi estromessa dal caso, nell'autunno del 2010.

"Questo processo per l'Eliseo rappresentava un rischio enorme, c'era il 90% di possibilità che fosse esplosivo - racconta ancora nel libro -. Bisognava farmi estromettere, con tutti i mezzi. Bisognava sbolognarmi."

"Non capisco perché il giudice non abbia detto queste cose davanti al procuratore, ma so delle pressioni che ha subito e di cui si è tra l'altro lamentata", ha commentato la candidata alle primarie socialiste Martine Aubry, chiedendo subito l'apertura di una nuova inchiesta. "È quello che dovrebbe succedere normalmente - ha aggiunto - in un paese in cui la giustizia è libera."

Altrettanto duro il suo grande rivale nella corsa alla candidatura socialista per il 2012, François Hollande, che ai giornalisti che lo attendevano all'Assemblea nazionale ha commentato: "questo libro rivela che ci sarebbe all'Eliseo, al fianco dello stesso presidente della Repubblica, una cellula che con la polizia, con la giustizia, fa pressioni affinché alcune inchieste siano lanciate e altre insabbiate".

La presidenza francese, però, respinge tutte le accuse, definendole "infondate, menzognere e scandalose", e la maggioranza di centrodestra si schiera compatta a sostegno di Sarkozy.

"Quando si hanno accuse da muovere, lo si faccia davanti alla giustizia - ha dichiarato la ministra del bilancio e portavoce del governo, Valérie Pécresse, ai microfoni di France 2 -. È la giustizia che determina la verità in questo paese, e il metodo utilizzato è quantomeno particolare."

Si dice invece "profondamente scioccato" il segretario generale dell'Ump, Jean-François Copé, che parlando a Canal+ sottolinea il fatto "bizzarro" che tali accuse emergano "a qualche mese dalle elezioni presidenziali".

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