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GB: c'è stupro e stupro, ministro scatena polemiche

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 maggio 2011 - 18:56
(Keystone-ATS)

C'è stupro e stupro: nel Regno Unito che assiste ipnotizzato alla saga giudiziaria del capo dell'Fmi Dominique Strauss-Khan accusato di violenza carnale, il ministro della giustizia Kenneth Clarke si è messo nei guai sostenendo che il 'date rape' (quello che può avvenire quando le due persone si conoscono) sia uno stupro di seconda classe.

Immediatamente alla Camera dei Comuni si sono levate voci di dimissioni e Downing Street ha chiesto chiarimenti. "Dovrebbe essere licenziato", ha protestato durante l'ora delle domande il leader dell'opposizione Ed Miliband mentre il primo ministro David Cameron ribadiva a Clarke la sua fiducia ordinandogli però di andare in televisione e chiarire la sua posizione: "La nostra linea è chiara: lo stupro è un reato grave e i reati gravi necessitano di gravi punizioni", ha detto un portavoce del premier.

Il Guardiasigilli aveva inizialmente parlato alla Bbc per calmare le acque dopo che era stata annunciata una proposta del governo per dimezzare le pene agli stupratori che accettino di dichiararsi colpevoli: un'iniziativa che adesso verrà rivista ma che era stata pensata per venire incontro alle vittime ed evitar loro la lunga odissea di interrogatori di polizia con relative domande imbarazzanti e visite mediche. Ma l'intervento del ministro ha peggiorato la situazione.

La vittima di uno stupro, in lacrime, era intervenuta nella trasmissione dicendo che il progetto di sconto di pena sarebbe stato un disastro. Clarke aveva replicato che nessuno condannato per uno "stupro serio" verrebbe mai rilasciato in fretta come i colpevoli di 'date rape', quando cioè lo stupratore conosce l'aggredita. E quando l'intervistatore l'aveva interrotto osservando che "lo stupro è stupro, mi scusi...", il ministro lo aveva contraddetto: "Non è cosi".

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