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LONDRA - Dopo due anni di guerra aperta ai maxi-bonus dei dirigenti dei grandi istituti finanziari della City, il governo di David Cameron ha deciso di non imporre nessun tetto ai premi di fine anno che possono essere corrisposti ai manager. Lo riferisce la stampa britannica, secondo cui le intenzioni del governo sono di concentrarsi di più su una maggiore trasparenza in termini di paghe dei manager della City e su accordi sugli obiettivi di credito da parte delle banche.
"C'è bisogno di più moderazione e responsabilità da parte delle banche - ha detto un portavoce di Downing Street - ma non abbiamo intenzione di porre un limite di bonus per ogni singolo istituto". Una ipotesi "salvafaccia" potrebbe essere quella di render pubblici i compensi dei cinque manager più pagati di ogni banca.
È stata invece respinta anche la proposta laburista di imporre una tassa sul modello di quella introdotta nel dicembre 2009 dall'ex cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling, che colpiva i premi milionari dei manager e che portò nelle casse dello stato ben 3,5 miliardi di sterline in un colpo solo. La tassa fu sostituita dal governo a guida Tory con una più modesta imposta annuale sui bilanci.

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SDA-ATS