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Gb: scoperta gang iraniana, vendeva vergini ad arabi

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 settembre 2010 - 16:50
(Keystone-ATS)

LONDRA - Una banda di iraniani a Londra che cercava di vendere giovani 'vergini' a ricchi arabi, facendosi pagare fino a 150 mila sterline a ragazza, è finita in prigione per traffico sessuale e sfruttamento della prostituzione.
Marhook Jamali e i suoi tre complici, tra cui due donne, affermavano di avere a disposizione 12 ragazze nel Regno Unito pronte a concedere i loro favori nei migliori alberghi di Londra e tra queste una teenager di 14 anni che veniva usata come "esca".
I quattro iraniani avevano offerto i loro servizi per lettera allo sceicco di Dubai Mohammed al Maktoum, il cui patrimonio è stimato in 14 miliardi di dollari e che - ha detto Scotland Yard - non ha avuto alcun ruolo nel complotto. La banda è stata scoperta in agosto quando Fatima Hagnegat, una del gruppo, aveva lasciato un messaggio al Jumeirah Carlton Hotel a Knightsbridge, un hotel extralusso di proprietà dello sceicco.
"Mi chiamo Maria e sono in contatto con uno dei suoi assistenti a Dubai da oltre un anno. Ho 12 ragazze pronte, di età tra i 14 e i 20 anni. Ho speso molto per preparare questo evento, per favore mi risponda...", era scritto nel messaggio che la direzione dell'albergo ha prontamente passato alla polizia. Era cominciata quindi un'operazione clandestina, che aveva coinvolto anche un agente che parla il Farsi.
Foto a luci rosse delle ragazze erano quindi state scambiate in 27 email, prima dell'incontro in cui sono stati discussi esplicitamente gli atti sessuali che avrebbero dovuto coinvolgere le ragazze. Uno della gang aveva detto che alcune delle 'verginì avrebbero potuto essere deflorate dai clienti.
L'arresto è avvenuto in un altro hotel, quando i quattro si sono presentati con sei ragazze succintamente vestite, pronte per esser vendute ai clienti. Le ragazze venivano dall'Inghilterra, la Polonia e l'Iran: erano state adescate con la scusa che sarebbero diventate ricche facendo le ballerine.

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