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La scomparsa delle gemelle Livia e Alessia di Saint-Sulpice (VD) resta un enigma. Gli inquirenti continuano a non avere alcuna certezza sulla sorte delle due bambine di sei anni sparite dal weekend di fine gennaio trascorso con il padre, suicidatosi il 3 febbraio nel sud dell'Italia gettandosi sotto un treno. Lo ha detto alla stampa il procuratore di Marsiglia, Jacques Dallest, al termine del vertice con le polizie d'Italia, Francia e Svizzera tenutosi oggi all'Hotel De Police di Marsiglia.

"Le indagini proseguono attivamente", con il lavoro delle tre polizie, in particolar modo di quella italiana, ha affermato Dallest, aggiungendo che "su questo caso molto particolare e che elude qualsiasi regola restano ancora numerose indagini da condurre sui tre territori". Unica certezza: poco prima di togliersi la vita il padre delle gemelle, Matthias Schepp, ha inviato da Cerignola (Foggia) una lettera alla moglie nella quale rivela la morte delle bambine. È un rompicapo criminale che dobbiamo ancora decifrare, ha detto Dallest.

La lettera di Schepp - ha precisato da parte sua il procuratore del ministero pubblico vodese Pascal Gillieron - è stata inviata ad un pool di psicologi che dovranno stilare un profilo psicologico dell'uomo. Gillieron ha inoltre confermato che gli inquirenti sono sempre alla ricerca del registratore dal quale Matthias Schepp non si separava mai. L'apparecchio potrebbe contenere un messaggio che fornisce informazioni sulla sorte delle bambine.

Il procuratore di Losanna, a margine del vertice, ha precisato che gli inquirenti non escludono alcuna pista. "Si devono lasciare aperte tutte le porte", non è scartata neppure una complicità nella regione di Lione, ha detto, precisando che l'intervento di terzi resta possibile. "Si continua a indagare in questo senso", ha affermato. "Ciò che si sa è che il cellulare del padre è stato localizzato nei dintorni di Lione, sul normale percorso che conduce dalla Svizzera a Marsiglia."

"L'unica cosa che ci conforta è che sull'auto di (Matthias) Schepp né i cani molecolari né le analisi scientifiche hanno trovato segni di persone decedute", ha detto Alfonso Fabbrocini, capo della squadra mobile di Foggia, a margine del vertice. Tracce di fango, terriccio e vegetazione trovati sull'auto abbandonata nei pressi della stazione di Cerignola sono ora all'analisi della scientifica.

"Questa inchiesta può riservare ancora colpi di scena. Ci sono zone d'ombra e di incertezze sulle quali dobbiamo ancora far luce", ha ammesso il procuratore di Marsiglia. Alle domande dei giornalisti relative a una supposta scoperta di tracce di sangue a Cap Corse o alle testimonianze che sosterrebbero la presenza delle bambine sull'isola, Dallest ha risposto con un "no comment", trincerandosi dietro la confidenzialità dell'indagine.

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SDA-ATS