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Genetica: vivere in città millenarie protegge da infezioni

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 settembre 2010 - 15:44
(Keystone-ATS)

LONDRA - Chi vive in zone da sempre fortemente urbanizzate avrebbe maggiori protezioni contro malattie infettive gravi: nel corso delle generazioni sono infatti stati selezionati i soggetti con una predisposizione genetica a resistere a patologie come la tubercolosi o il colera.
I ricercatori dell'University College di Londra hanno analizzato campioni di DNA di 17 popolazioni di Asia, Europa e Africa alla ricerca di una variante genetica conosciuta perché offre protezione dalla TBC e dalla leprosi. I dati sono poi stati incrociati con le notizie storiche sull'urbanizzazione delle aree da cui provenivano i campioni.
Il risultato, pubblicato dalla rivista "Evolution", è stato che la variante era presente in tutti i DNA prelevati in zone fortemente urbanizzate da molto tempo, mentre era molto meno probabile nelle aree dell'Africa in cui le grandi città erano sorte da poco.
"Nelle città, dove le persone vivono l'una accanto all'altra, la probabilità di essere esposti agli agenti infettivi è molto più alta - spiegano gli autori - questo ha creato nel corso dei secoli una "pressione selettiva" che ha selezionato le persone con la variante genetica protettiva".
Ci sono anche altri esempi di questo meccanismo, riferiscono i ricercatori: il gene associato alla fibrosi cistica, ad esempio, potrebbe essere rimasto nel DNA del genere umano perché allo stesso tempo conferisce la resistenza al colera.

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