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Germania: commissione Ue; E.coli, trovare al più presto cause

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 maggio 2011 - 15:46
(Keystone-ATS)

"È solo limitata al nord della Germania la diffusione del batterio E.Coli, malgrado l'infezione sia stata constatata anche su un certo numero di svedesi che ancora non è certo dove siano entrati in contatto con il batterio".

Lo ha confermato, oggi a Bruxelles, Frederic Vincent, portavoce del commissario alla sanità Ue, John Dalli, facendo il punto sulla diffusione del batterio che ha già provocato quattro morti in Germania. Secondo esperti europei, le autorità tedesche avrebbero già individuato oltre 200 casi di E.coli nella variante più pericolosa 'Hus'.

Il batterio provoca lesioni all'intestino - causando diarrea continua - e può colpire anche i reni. Si può trovare in alimenti e acqua contaminati, in particolare nel latte non pastorizzato, nella carne bovina non abbastanza cotta, ma anche in verdure come lattughe, spinaci, non sufficientemente lavate.

"La nostra prima preoccupazione è che si faccia tutto quanto è necessario per trovare la causa delle infezioni", si è limitato a dire il portavoce senza confermare il numero di casi accertati in Germania. Intanto un laboratorio ad Amburgo ha già attivato le ricerche insieme a degli epidemiologi.

Bruxelles segue da vicino la situazione anche nel timore che il batterio Escherichia coli (E.coli) degeneri in modo più ampio nella variante 'Hus' più pericolosa per l'uomo.

La Germania ha fatto scattare il 25 maggio il sistema di allerta rapido Ue (una specie di 'telefono rosso' per i casi urgenti a rischio salute umana) dopo aver constatato a partire dal 22 maggio un aumento della diffusione dell'infezione che ha una incubazione tra i tre e i 10 giorni. Nel 2009 sono stati accertati nell'Ue 3.573 casi di E.coli in 24 paesi Ue di cui 878 in Germania.

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