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ROMA - E' morto questa mattina a Roma il giornalista Pietro Calabrese dopo una lunga malattia. Nato a Roma l'8 maggio 1944, aveva cominciato la sua lunga carriera all'ANSA, per poi arrivare alla direzione del Messaggero e della Gazzetta dello Sport.
Ha parlato della sua malattia come fosse quella di 'Gino', quasi ogni settimana sul 'Magazine' del 'Corriere della Sera', in un tono ora drammatico, ora poetico, ora crudo, ora giocoso come era nelle sue corde. Fino alla fine. Così era Pietro Calabrese, che muore lasciando in uscita in libreria a fine mese il segno della sua capacità di trasformare anche la sofferenza in racconto con 'L'albero dei mille anni'.
Romano vero di quelli profondamente legati alla città, anche se di genitori siciliani, 66 anni, laureato in giurisprudenza, un inizio come funzionario parlamentare, Calabrese era giornalista professionista dal 1974 e della tanto amata professione ha seguito dal vertice, i più svariati argomenti passando dagli esteri, alla cultura, allo sport. Dando anche il buongiorno agli italiani, per lungo tempo, con la sua voce simpatica dal programma mattutino di Radiouno.
La malattia, brutale, arriva all'improvviso. È lui stesso a parlarne, nell'autunno del 2009. Ne scrive sul magazine del Corsera, commuovendo i lettori, con la storia di Gino. E la racconta in un libro, che non ha fatto in tempo a vedere pubblicato (esce il 29 settembre per Rizzoli) ma che è stata anche l'occasione per ragionare sulla vita e i suoi scherzi, il cielo stellato, gli amici veri e i baobab.

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SDA-ATS