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Governo ticinese a Berna: più chiarezza su Alptransit e San Gottardo

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 settembre 2011 - 14:11
(Keystone-ATS)

Maggiore chiarezza sul risanamento del tunnel autostradale del San Gottardo tra il 2020 e il 2025 e sui progetti Alptransit a sud di Lugano. È quanto chiesto oggi dal Consiglio di Stato ticinese in un incontro con la consigliera federale Doris Leuthard a Berna.

Il responsabile del Dipartimento del territorio, Marco Borradori, pur esprimendo soddisfazione per lo stato attuale dei lavori di Alptransit, ha sottolineato rivolgendosi ai media come la Confederazione non stia dando la giusta importanza ai problemi legati alla circonvallazione di Bellinzona.

Oltretutto, ha continuato Borradori, il progetto Alptransit dovrebbe estendersi da confine a confine. Al momento però, non esiste alcuna chiarezza per quel che riguarda la tratta a sud di Lugano. Questa situazione porta anche la parte italiana ad accontentarsi di piccoli accorgimenti provvisori, in attesa degli sviluppi.

A questo proposito, la ministra dei trasporti Leuthard ha chiesto contributi, anche economici, da parte dei cantoni. Il Ticino, ha detto Borradori, ha già fatto molto ed è disposto anche ad aiuti finanziari, in caso di soluzioni concrete.

Il consigliere di Stato leghista ha poi ribadito come una chiusura di 900 giorni del tunnel del San Gottardo sia insostenibile. La delegazione ticinese ha chiesto lumi sulla tempistica e sui progetti alternativi esistenti.

Nel corso dell'incontro non è stata esplicitamente richiesta la creazione di un secondo tubo, ha chiarito Borradori. Tuttavia, è stato ricordato come l'eventuale applicazione di questa soluzione non debba comportare un aumento della capacità. Doris Leuthard ha garantito contatti costanti per la comprensione dei problemi e la valutazione delle scelte.

Paolo Beltraminelli è da parte sua intervenuto per dare il suo punto di vista tecnico, da esperto nel settore. Il consigliere di Stato ha ricordato come la sola apertura di Alptransit provocherà problemi sulla linea ferroviaria. Se a questo verrà aggiunta la chiusura del tunnel stradale, la situazione non potrà che peggiorare.

La presidente del Consiglio di Stato Laura Sadis ha invece toccato nuovamente - dopo l'incontro tenutosi ieri con la consigliera federale Micheline Calmy-Rey - l'argomento dei rapporti con l'Italia. In particolare, ha sottolineato come l'assenza della televisione svizzera in Nord Italia stia facendo perdere agli italiani la conoscenza della realtà elvetica.

Questo fatto, apparentemente secondario, rende più difficile la risoluzione di problematiche, ha affermato la Sadis. Lo dimostra anche il fatto che le televisioni svizzere francofone e germanofone sono visibili nei paesi confinanti.

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