Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

ROMA - Migliaia di vittime del terremoto di Haiti del 12 gennaio 2010 sono ancora sotto le macerie. Si stima ce ne siano decine di migliaia, denuncia l'ong italiana Cesvi che lavora dal 2009 nell'isola colpita dal sisma per programmi di cooperazione contro la sottonutrizione e per il sostegno educativo all'infanzia.
"Tanti corpi - dicono gli operatori di Cesvi - sono ancora sotto le case crollate. Abbiamo visto anche i corpi mummificati di un bambino abbracciato alla mamma; il crollo della casa li ha colti così". Ad una ventina di chilometri da Port-au-Prince, poi, "c'è un enorme fossa comune. Ancora oggi, ci dicono gli haitiani, è meta di una processione di sopravvissuti che vanno lì a spigolare fra i resti, per riconoscere un vestito, per recuperare un oggetto caro, dare un senso al dolore". Dopo un anno dalla drammatica scossa, Haiti "ancora vive un' emergenza continua" e l'arrivo dell'epidemia di colera (che finora ha procurato 3.500 vittime, 30 mila i ricoverati nei centri specializzati) ha complicato le cose: è "l'emergenza nell'emergenza".
"Il nostro progetto sulla fornitura di acqua - osservano al Cesvi - era importante ma ora è fondamentale. Dopo gli interventi di emergenza, nei campi sfollati, oggi si cerca di ripristinare pozzi fuori uso, di fornire le pompe per tirare su l'acqua, soprattutto di coinvolgere appositi comitati di villaggio nella gestione di queste strutture, semplici ma basilari, protette dalla contaminazione degli animali".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.








Teaser Longform The citizens' meeting

Non mancate il nostro approfondimento sulla democrazia diretta svizzera

1968 in Svizzera

SDA-ATS