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Altri due gommoni che trasporterebbero complessivamente oltre 200 profughi, hanno lanciato nel pomeriggio l'SOS attraverso un telefono satellitare. Le imbarcazioni si troverebbero ancora in acque di competenza libica.

La prima richiesta di soccorso è stata raccolta da Aden Sabrie, un giornalista somalo che collabora con la Bbc: 120 connazionali, tra i quali 30 donne e 20 bambini, hanno detto di essere in difficoltà su un battello partito due giorni fa dalla Libia.

Una telefonata analoga da parte di un gruppo di oltre cento profughi eritrei tra i quali numerose donne, alcune delle quali incinte, e bambini è stata ricevuta invece da Don Mosè Zerai, il sacerdote di origini eritree che si occupa di rifugiati e richiedenti asilo.

Entrambe le segnalazioni sono state girate alla Guardia Costiera che dopo avere accertato la presenza dei gommoni in acque di competenza libica avrebbe chiesto ad alcune navi mercantili in transito nella zona di soccorrere le due imbarcazioni.

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SDA-ATS