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Incontro nomadi-Confederazione finisce male, via dalla sala

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 novembre 2014 - 19:38
(Keystone-ATS)

La prima seduta del gruppo di lavoro nomadi-Confederazione - organizzato dal Consiglio federale - si è conclusa con buona parte dei rappresentanti dei popoli nomadi che hanno lasciato la sala prima del previsto in segno di protesta, a causa di procedure troppo lente e burocratiche.

"Gran parte dei rappresentanti ha lasciato la seduta in anticipo", ha detto all'ats David Vitali, responsabile della sezione cultura e società presso l'Ufficio federale della cultura (UFC).

I colloqui erano stati organizzati in seguito a due mozioni parlamentari. L'obiettivo dell'incontro è sviluppare misure per applicare gli accordi europei per la protezione delle minoranze Jenisch, Sinti e Rom. Il problema principale è quello dell'assenza di aree adeguate.

Oltre all'UFC, ai tavoli della discussione erano presenti una dozzina di organizzazioni di nomadi. L'incontro era diretta dalla responsabile dell'Ufficio federale Isabelle Chassot. I rappresentanti avrebbero lasciato la sala perché pretendevano procedure più rapide e contestavano un agire troppo burocratico da parte delle autorità, ha spiegato Vitali. Nove organizzazioni hanno sottolineato che si è trattato di una vera e propria protesta.

L'UFC vuole sviluppare un piano entro fine 2015. Ci sono diverse varianti, in quanto il governo non ha ancora deciso con precisione come procedere. Le organizzazioni di nomadi vogliono sviluppare un proprio piano d'azione in una riunione, hanno reso noto.

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