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India:'Nuovo Gandhi', vittoria a metà, domani stop digiuno

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 agosto 2011 - 20:03
(Keystone-ATS)

Dopo 12 giorni di sciopero della fame, cortei di protesta, una copertura mediatica record e da ultimo una maratona parlamentare di otto ore, il pacifista gandhiano Anna Hazare ha ottenuto la promessa di una legge che veramente punisca i corrotti ad ogni livello della pubblica amministrazione, dal primo ministro fino all'ultimo consigliere comunale. L'impegno è arrivato sottoforma di una "risoluzione" passata dalla Camera stasera senza però una votazione, con una procedura anomala rispetto alla prassi.

Per il 74enne attivista, che interromperà il suo digiuno solo domani mattina, "è la vittoria del popolo". Anche se "la sua battaglia è solo a metà strada", ha detto a una folla entusiasta dal palco della spianata di Ramlila, luogo simbolo della protesta popolare nel centro di New Delhi, dopo aver ricevuto una lettera contenente le assicurazioni de governo.

In realtà, il successo di Hazare dipende da come si interpreta la mozione del Parlamento approvata dopo un'intensa giornata di dibattito, piena di colpi di scena, sul 'Lokpal', l'agenzia indipendente anti corrotti, voluta dall'attivista per eliminare la pratica delle bustarelle molto diffusa in India come dimostrano anche diversi scandali che hanno coinvolto esponenti della coalizione di governo guidato dal partito del Congresso di Sonia Gandhi.

Il 'team Anna', come è chiamata la cerchia dei collaboratori, aveva posto tre condizioni al governo su altrettante modifiche da apportare alla legge del Lokpal attualmente all'esame dell'assemblea, chiedendo però un impegno scritto e anche una votazione. In una rarissima manifestazione di pacifico accordo tra maggioranza e opposizione di centro destra, il Parlamento ha accolto le proposte di Hazare, ma a conclusione della seduta ha preferito limitarsi a una "risoluzione che esprime l'opinione della Camera": così è stato chiamato tecnicamente il documento presentato dal ministro delle Finanze, Pranab Mukherjee, il mediatore di questa lunga crisi politica che ha paralizzato l'intero Paese e ha tenuto milioni di persone incollate ai televisori come per una partita di cricket.

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