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Iran: escursionisti americani liberi, verso aeroporto

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2011 - 17:18
(Keystone-ATS)

I due escursionisti americani condannati per spionaggio e detenuti da due anni sono usciti dal carcere di Evin a Teheran. Lo annuncia una fonte diplomatica. Una vettura della polizia seguita da due auto dell'ambasciata dell'Oman sono appena uscite da un ingresso laterale della prigione di Evin.

La scarcerazione è avvenuta poco dopo le 18 ora locale (le 15.30 in Svizzera). Secondo l'agenzia Iran, i due americani sono stati affidati ad una delegazione diplomatica dell'Oman e saranno portati in quel paese, proprio come avvenuto un anno fa per la loro compagna Sarah Shourd.

Mentre le due vetture diplomatiche dell'Oman lasciavano il carcere da una porta secondaria, quella dell'ambasciatore svizzero, che rappresenta gli Usa a Teheran, era ancora in attesa all'esterno del carcere, da dove è subito partita presumbilmente in direzione dello stesso aeroporto di Mehrabad, uno dei due scali della capitale.

Il via libera della magistratura alla scarcerazione dei due escursionisti, Shane Bauer et Joshua Fattal, entrambi di 29 anni, è giunto dopo una settimana dall'annuncio del presidente Mahmoud Ahmadinejad, che il 13 settembre aveva dichiarato a due media statunitensi che la liberazione, atto umanitario unilaterale, poteva avvenire entro due giorni.

La magistratura aveva però frenato, puntualizzando di essere la sola autorità competente e precisando che l'esame del caso era ancora in corso. Al difensore dei due era stato poi detto in seguito che mancava la firma di un giudice che avrebbe dovuto tornare al lavoro ieri.

La dinamica della vicenda viene letta da alcuni osservatori come una nuova prova delle tensioni in corso da tempo tra il governo di Ahmadinejad e il potere giudiziario dominato dalla corrente conservatrice tradizionalista che fa capo alla Guida suprema Ali Khamenei.

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