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BERNA - L'ambasciatore svizzero per l'Iraq, Martin Aeschbacher, è "piuttosto ottimista" sullo svolgimento delle elezioni legislative in Iraq, in programma domenica. Considerato il paesaggio politico molto più variato rispetto al 2005 il diplomatico si aspetta però un processo laborioso di formazione del nuovo governo.
Le elezioni parlamentari - per i 325 mandati della terza legislatura dalla caduta del regime di Saddam Hussein, nel 2003, sono in lizza 6000 candidati - rappresentano una chance per il paese, ha spiegato Aeschbacher all'ATS. L'Iraq rimane un paese pericoloso: ma grazie alla draconiane misure di sicurezza vi è da attendersi una giornata elettorale relativamente calma.
L'ambasciatore è diventato capo missione per l'Iraq alla fine del 2008, con residenza a Damasco. Nell'ultimo viaggio a Baghdad, in ottobre, ha notato grandi cambiamenti a livello politico: se già nel 2005 vi erano diversi blocchi in lizza (sciiti, sunniti, curdi e laici), oggi il panorama si è ulteriormente frammentato, con formazioni più variegate al loro interno e di carattere meno settario. Questo rende difficile prevedere l'esito dello scrutinio. Quello che è certo, secondo l'ambasciatore, è che i negoziati in vista della formazione di un governo di colazione saranno "lunghi e difficili".

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SDA-ATS