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Iraq: attentati contro cristiani, 6 morti

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 novembre 2010 - 11:07
(Keystone-ATS)

BAGHDAD - Nelle ultime 24 ore gli attacchi alle abitazioni dei cristiani a Baghdad hanno causato 6 morti e 33 feriti. Lo riferisce una fonte del ministero della Difesa iracheno, secondo la quale gli attentati hanno preso di mira anche una "chiesa, che è rimasta danneggiata".
In precedenza, una fonte del ministero dell'Interno aveva parlato di tre morti e 26 feriti. "Colpi di mortai e dieci ordigni artigianali sono stati utilizzati contro abitazioni dei cristiani in diverse parti di Baghdad tra le 4 e le 6 del mattino", aveva precisato la fonte.
Si tratta di una seconda ondata di attentati in poche ore: ieri sera, tre case appartenenti a cristiani erano state bersagliate da attentati dinamitardi. Anche su questi diverge il bilancio: secondo il vicario episcopale siro-cattolico monsignor Pios Kasha, sono rimaste ferite tre persone, tra i quali un bimbo di quattro mesi. Una fonte del ministero dell'Interno aveva riferito invece che gli ordigni artigianali non avevano provocato vittime.
Gli attacchi arrivano dieci giorni dopo il massacro nella cattedrale siro-cattolica di Baghdad, costato la vita a 46 civili, fra cui due preti, e a sette agenti delle forze di sicurezza. L'attentato è stato rivendicato dall'ala irachena di al Qaida, che aveva poi minacciato di colpire ancora i cristiani.
La comunità cristiana di Baghdad, che contava 450'000 fedeli nel 2003, prima del rovesciamento del regime di Saddam Hussein, è ora calata a 150'000 a causa di un massiccio esodo verso i Paesi vicini, l'Europa, il Nord America e l'Australia.
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