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Iraq: pellegrini sciiti tornano nel mirino di Al Qaida

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 dicembre 2010 - 17:31
(Keystone-ATS)

BAGDHAD - Una nuova ondata di attentati ha colpito oggi a Baghdad i pellegrini sciiti, uccidendo 13 persone, di cui sei iraniani, e ferendone poco meno di un centinaio. La nuova ondata di violenza giunge all'indomani dell'annuncio da parte delle autorità di Baghdad dell'arresto di 39 presunti miliziani di al Qaida nella provincia occidentale di al Anbar, confinante con la Siria, la Giordania e l'Arabia Saudita, e per anni dal 2004 considerata una delle più turbolente aree dell'Iraq occupato dalle truppe anglo-americane.
Secondo i vertici militari e di polizia iracheni c'è la firma di al Qaida in calce agli attentati odierni contro i fedeli sciiti, così come non si hanno dubbi a Baghdad nell'attribuire all'internazionale del terrore la paternità dei recenti attacchi contro la comunità cristiana di Baghdad e Mossul.
E preoccupato per il destino della minoranza cristiane irachene si è detto oggi il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle, in visita a Baghdad per promuovere gli interessi economici del suo Paese ma anche per sollecitare, le autorità irachene a compiere passi concreti per proteggere i fedeli cattolici e ortodossi delle varie chiese.
"Come nel caso dell'attacco alla cattedrale siro-cattolica di Baghdad del 31 ottobre scorso, anche oggi al Qaida è dietro gli attentati che hanno preso di mira le aree sciite nel tentativo di innescare un conflitto civile", ha detto il portavoce delle operazioni di sicurezza di Baghdad, il generale Qasim al Musawi, citato dalla tv di Stato al Iraqiya.
Il bilancio più grave oggi si è registrato nel quartiere sud- occidentale di Bayaa, nei pressi di un mercato ortofrutticolo, dove un'autobomba è esplosa uccidendo sei pellegrini persone e ferendone oltre 40. Quasi contemporaneamente altre due autobomba hanno seminato il terrore in due diversi quartieri settentrionali della capitale, colpendo un pullman di fedeli iraniani e un'abitazione privata, usata solitamente come foresteria per i pellegrini provenienti dalla Repubblica islamica e diretti al mausoleo dell'imam sciita al Khadhim.
Il bilancio di questi altri due attentati è di sette morti e una cinquantina di feriti.

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