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L'ex addetto militare israeliano all'ambasciata di Berna è stato incriminato a Tel Aviv per corruzione e appropriazione indebita. Approfittando della sua funzione, l'uomo si sarebbe messo al servizio di un commerciante d'armi svizzero per promuovere la vendita di armamenti e materiale di sicurezza allo Stato ebraico.

L'ex colonnello israeliano e sua moglie sono sospettati di aver ricevuto in cambio sostanziose bustarelle dal gruppo Talon, fondato in Israele dall'uomo d'affari svizzero nel 2004.

Il tribunale distrettuale di Tel Aviv e il ministero della giustizia israeliano hanno confermato all'ATS l'informazione pubblicata oggi dal quotidiano ginevrino "Le Temps". L'addetto militare è stato attivo a Berna dal 2002 al 2005. L'incriminazione risale alla notte tra lunedì e martedì.

Stando a "Le Temps" e a "Yediot Aharonot", il giornale israeliano più diffuso, la consorte del militare avrebbe ricevuto da Talon un'automobile di un valore di 89'000 dollari. La donna risulterebbe pure nella lista degli impiegati di Talon, anche se non ha mai lavorato per il gruppo, e avrebbe beneficiato di un salario complessivo di 28'000 dollari. Dal canto suo, l'ex addetto militare, due mesi dopo aver fatto ritorno in patria è diventato direttore di Talon.

Il profilo dell'uomo d'affari svizzero presenta delle ombre. Stando ad un rapporto di Amnesty International (AI) del 2006, l'uomo (il cui nome figura già associato a quello dell'ex addetto militare israeliano) e la sua ditta BT International di Berna, sono coinvolti nella fornitura a Iraq e Afghanistan di armi provenienti da scorte della Serbia-Montenegro.

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SDA-ATS