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Sono state celebrazioni movimentate quelle per il compleanno dell'Italia unificata: ci sono state le assenze della Lega a Montecitorio, le contestazioni a Berlusconi nelle strade di Roma, c'è stato Emanuele Filiberto al Pantheon, i cardinali Bagnasco e Bertone alla Camera, in piedi con gli altri a cantare l'inno.

Ma la giornata ha avuto come protagonista indiscusso Giorgio Napolitano, autore di un discorso che è riuscito a strappare un "bravo" anche a Umberto Bossi, rigorosamente senza coccarda tricolore ma disposto ad alzarsi in piedi con gli altri ministri quando risuonano le note di Fratelli d'Italia e a tributare un applauso (uno solo, ma può bastare) al capo dello Stato che finisce di parlare.

Cominciata con l'omaggio al Vittoriano, proseguita con la visita ai luoghi risorgimentali del Gianicolo (teatro della resistenza della repubblica romana) e con la deposizione della corona di alloro sulla tomba di Vittorio Emanuele II al Pantheon, alla presenza dei raggianti eredi dei Savoia Vittorio Emanuele e Emanuele Filiberto, la celebrazione dei 150 anni è stata punteggiata qui e là da qualche contestazione all'indirizzo del premier.

Il discorso di Napolitano ha forti accenti patriottici, ma sostanzialmente è rivolto al futuro: "Reggeremo in questo gran mare aperto alle prove che ci attendono - dice il capo dello Stato - perché disponiamo anche oggi di grandi riserve di risorse umane e morali. Ma ci riusciremo a una condizione: che operi nuovamente un forte cemento unitario, non eroso e dissolto da cieche partigianerie".

Alla fine, commozione e stanchezza per il capo dello Stato: un bicchiere d'acqua zuccherata gli restituisce le forze . Umberto Bossi, alla fine, commenta soddisfatto: "Napolitano è una garanzia". Ma per tutta la giornata, i leghisti in giro per l'Italia sono protagonisti di piccole manifestazioni "antiunitarie". Come a Milano, dove Matteo Salvini si presenta con una scrivania per strada, per far vedere che al comune di Milano si lavora anche nel giorno dedicato alla festa dell'unità.

Qualcuno si avvicina, ma molti dissentono e fischiano sonoramente. A Varese, invece, qualcuno espone una bandiera tricolore in una sede storica dei leghisti, costringendo i militanti del carroccio a togliere il tricolore. In controtendenza il governatore del veneto Zaia, che si presenta alla riunione del consiglio regionale con una coccarda bianca rossa e verde all'occhiello. La giornata si chiude all'Opera di Roma con Napolitano e Berlusconi seduti in prima fila ad assistere al Nabucco duretto da Riccardo Muti.

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SDA-ATS