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Italia: fallimento Cirio, 9 anni a Cragnotti, 4 anni a Geronzi

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 luglio 2011 - 21:48
(Keystone-ATS)

L'imprenditore italiano - ed ex presidente della Lazio - Sergio Cragnotti e il banchiere Cesare Geronzi sono stati condannati oggi, rispettivamente, a nove e a quattro anni di reclusione al termine del processo sul crack da 1.125 milioni di euro del gruppo agroalimentare Cirio.

La sentenza di condanna è stata emessa dai giudici della prima sezione penale del tribunale di Roma. Le richieste dell'accusa erano di 15 anni per Cragnotti e 8 per Geronzi.

I giudici hanno riconosciuto la colpevolezza anche del genero dell'ex patron della Lazio, Filippo Fucile, per il quale è stata stabilita una pena di 4 anni e 6 mesi. Per i figli di Sergio Cragnotti, altre condanne: 4 anni per Andrea, 3 per Elisabetta e Massimo.

La Cirio è stata dichiarata in default nel novembre del 2002, e quindi finita in amministrazione straordinaria nell'ottobre 2003. L'accusa per l'ex patron della Lazio era di bancarotta fraudolenta e truffa. Ma nell'inchiesta sono finiti, a mano a mano e a vario titolo, anche alcuni grandi banchieri, tra cui Cesare Geronzi, a Rainer Masera, presidente del San Paolo Imi.

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