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Italia: Pompei; dopo crollo folla visitatori e critiche

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 novembre 2010 - 19:58
(Keystone-ATS)

POMPEI - Il giorno dopo il rovinoso crollo della "Schola armaturarum" a Pompei tutto in apparenza scorre normale. Gli autobus scaricano visitatori italiani e stranieri, attirati anche da una splendida giornata. Saranno tra i sette e gli ottomila, i visitatori paganti alla fine, in media con le altre domeniche.
In via dell'Abbondanza, in un'area che ospita altri edifici non aperti al pubblico, resta transennato un tratto di circa 50 metri di strada, dove si accumulano le macerie della ex palestra dei gladiatori.
Non sono molti i visitatori che si spingono a vederle, anche se la notizia del crollo ha fatto il giro dei mondo, il grosso è attirato dalle "Domus" fruibili, dalla Casa dei "casti amanti" a quella di Giulio Polibio.
Certo, a chiedere commenti sull'accaduto, i commenti negativi si sprecano. "Peccato che ci sia tanta incuria", dice un turista toscano. Mentre una coppia di inglese si fa spiegare l'incidente e poi commenta con un "che peccato!". In fibrillazione, per l'arrivo del ministro per i beni culturali italiano Sandro Bondi, accompagnato dal direttore generale per le antichità Stefano De Caro, è un gruppetto di guide turistiche, uno dei problemi permanenti del sito archeologico, tra abusivismo e rivendicazioni. In cinque o sei lo aspettano e durante il sopralluogo con i tecnici, compiuto da un terrapieno che domina via dell'Abbondanza, gli gridano di tutto. La principale contestazione riguarda la possibile presenza di privati nella gestione del sito.
Ad osservare le maceria della "Schola armaturarum" c'è anche l'architetto Antonio Irlando, animatore dell'Osservatorio italiano per i Beni culturali. Sulle cause del crollo, concorda con i tecnici di Soprintendenza e Ministero nell'attribuirla al tetto in calcestruzzo e cemento armato, ancora visibile tra le macerie, ma contesta la gestione del commissario straordinario Marcello Fiori. "Con i 79 milioni di euro spesi negli ultimi due anni - dice - si dovevano organizzare i servizi di manutenzione ordinaria".

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