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Italia: rifiuti, per ora cade ipotesi nuova discarica a Terzigno

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 ottobre 2010 - 20:45
(Keystone-ATS)

NAPOLI - Per i manifestanti di Terzigno è stato il giorno più lungo. Un'intera giornata al presidio della rotonda Panoramica, diventata il quartiere generale della protesta, in attesa delle decisioni assunte in serata nel corso del vertice tra il capo della Protezione civile italiana, Guido Bertolaso, e i sindaci dei quattro comuni interessati.
Un primo risultato è già arrivato: l'ipotesi di apertura di cava Vitiello, un mega invaso destinato ad ingoiare milioni di tonnellate di spazzatura, è stata al momento accantonata. C'è l'impegno di Bertolaso a rappresentare le ragioni delle popolazioni locali affinché si possa trovare una soluzione alternativa. E c'è sempre l'impegno di Bertolaso a bonificare immediatamente cava Sari, l'altro sversatoio già in esercizio da alcuni mesi dal quale si levano miasmi che hanno fatto scoppiare la protesta. Cava Sari però dovrà continuare a funzionare fino al suo esaurimento.
La lunga giornata è iniziata nell'attesa degli autocompattatori che però non sono arrivati. Gli scontri della scorsa notte hanno riacceso però le polemiche: cinque i feriti tra le forze dell'ordine. In giornata i manifestanti hanno avuto addirittura la solidarietà del Vaticano. Ma a tenere banco al presidio della rotonda Panoramica sono le notizie provenienti dal vertice napoletano.
Un dibattito accesissimo tra i manifestanti. Per alcuni si tratta di una soluzione accettabile, altri invece vorrebbero oltre all'assicurazione che si è trovata un'alternativa a cava Vitiello anche l'immediata chiusura di cava Sari. Come finirà? È presto per dirlo. L'unica certezza è che al momento la strada di accesso all'invaso continua ad essere difesa da un ingente schieramento delle forze dell'ordine che sono in tenuta antisommossa. La notte è lunga.

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