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Italia-Svizzera: Cattaneo, decisione su frontalieri va revocata

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 luglio 2011 - 16:33
(Keystone-ATS)

"Questa è una decisione sbagliata che va immediatamente revocata: gli accordi internazionali si rispettano e non si possono modificare unilateralmente. Soprattutto, se c'è un problema con Berna o con Roma, non possono essere né Varese né le province di confine della Lombardia a pagarne il prezzo". Lo ha detto oggi a Ghirla di Valganna (in provincia di Varese) l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo.

Cattaneo si è espresso in un incontro indetto dai presidenti della Comunità Montana Valli del Luinese e Valli del Piambello per protestare contro il congelamento del 50% del ristorno dell'imposta alla fonte dei frontalieri.

"La prima richiesta - ha proseguito Cattaneo - è che questa decisione venga ritirata, si ricostituisca il tavolo e si rafforzino i rapporti diplomatici per cercare insieme una soluzione immediata e concreta per risolvere i problemi che ci sono".

Tra le difficoltà nei rapporti italo-svizzeri, Cattaneo, che ieri ha parlato con il Consigliere di Stato ticinese Marco Borradori inviando a lui e al Cancelliere Gianella una lettera formale affinché ripensassero il provvedimento, ha individuato l'inserimento della Confederazione elvetica nella famosa "black list" italiana.

"Certamente la Svizzera non è come le isole Cayman e non può essere trattata come tale - ha aggiunto Cattaneo - ma se qualcuno del governo ticinese pensa che staremo con le mani in mano, si sbaglia di grosso. In Lombardia non ci sono interlocutori deboli e sapremo far valere le nostre ragioni".

"Abbiamo molte frecce al nostro arco sui tanti temi di collaborazione comune: penso ai collegamenti delle infrastrutture che stiamo facendo insieme, come la ferrovia Arcisate-Stabio, penso ai servizi ferroviari e di navigazione che la Lombardia gestisce anche in territorio elvetico".

"Non voglio questa deriva in cui prevale la logica del ricatto - ha concluso - e non auspico certamente un'escalation di ritorsioni che non farà bene a nessuno, né all'Italia né alla Svizzera, ma segnalo agli amici ticinesi che qui non siamo disposti a stare a questo gioco".

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