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Kosovo: traffico d'organi; Serbia non incriminerà Thaci

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 dicembre 2010 - 14:28
(Keystone-ATS)

BELGRADO - La Serbia non incriminerà il primo ministro kosovaro Hashim Thaci, messo sotto accusa da un rapporto del Consiglio di Europa per un traffico di organi ai danni di prigionieri serbi in Kosovo alla fine degli anni Novanta. Incriminare Thaci, ha dichiarato il portavoce del procuratore serbo per i crimini di guerra, Bruno Vecaric, sembrerebbe "un atto politico".
"Non conviene avviare un procedimento del genere (un'incriminazione), perchè sembrerebbe un atto troppo vicino a un processo politico", ha detto. "Poichè noi non vogliamo interferire nel territorio della politica - ha detto Vekaric - il nostro compito è quello di aiutare nelle indagini la Missione europea e la procura albanese". La procura serba per i crimini di guerra "dispone di numerose prove legate al traffico di organi", ha aggiunto.
Secondo il rapporto del relatore del Consiglio d'Europa Dick Marty, alla fine degli anni Novanta gli indipendentisti dell'Esercito di liberazione del Kosovo (Uck) avrebbero messo in atto un traffico di organi ai danni di prigionieri serbi nel quale sarebbe coinvolto il premier kosovaro Hashim Thaci, definito un autentico 'boss' della mafia locale dedita anche al traffico di droga e armi.

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