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L'Ue presta molta attenzione alle accuse sul traffico di organi umani prelevati ai detenuti in Kosovo, contenute nel rapporto redatto da Dick Marty, relatore del Consiglio d'Europa, ma ritiene che "ogni azione giudiziaria debba basarsi su prove certe e svolgersi nei tribunali".

Lo ha sottolineato la portavoce dell'Alto rappresentante della politica estera Catherine Ashton. "Se ci sono prove e testimoni devono essere presentati alle autorità giudiziarie", ha detto Maja Kocijancic, ricordando che l'Ue ha indicato nella missione Eulex lo strumento competente per affrontare la vicenda.

"La missione Eulex (che aiuta il Kosovo a costruire uno stato di diritto, ndr) ha già preso contatti con il parlamentare Marty per chiedere riscontri e prove. Contatti sono in corso", ha aggiunto la portavoce.

Il rapporto del consigliere agli stati Dick Marty punta l'indice su alcuni ex leader dell'esercito di liberazione del Kosovo (Uck), incluso il premier Hashim Thaci, indicandoli come responsabili di traffico d'organi e di tratta di essere umani.

"L'approccio deciso dai 27 stati membri della Ue non è passivo", ha rivendicato la portavoce. "Eulex è pronta a lanciare indagini su chiunque, a condizione che ci siano prove sufficienti che dimostrano che un crimine è stato effettivamente commesso", ha ribadito.

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SDA-ATS