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TRIPOLI - Non è stato un problema tecnico a provocare l'incidente dell'Airbus A330-200 dalle linee aeree libiche Al-Afriqiyah, schiantatosi il 12 maggio vicino Tripoli con un bilancio di 103 morti. Lo afferma un rapporto preliminare della commissione d'inchiesta secondo quanto si è appreso presso l'ufficio del procuratore generale.
"Sull'aereo non è stato riscontrato alcun problema tecnico, tutte le apparecchiature funzionavano normalmente secondo i dati delle scatole nere esaminati fino ad ora", ha detto il capo della commissione internazionale Naji Dhaw in un comunicato di cui alcuni mezzi di informazione hanno potuto prendere visione.
Un 'altra fonte dello stesso ufficio ha scartato anche l'ipotesi di un atto terroristico, di un esplosione o di un incendio. Il capo della commissione ha detto che la commissione continuerà l'esame dei dati per capire i motivi dell'incidente in un aereo quasi nuovo. Per giungere ad una conclusione, ha aggiunto, potrebbe essere necessario ancora un po' di tempo.
Tra le vittime figuravano 70 olandesi, oltre a cittadini sudafricani, libici, belgi, francesi, austriaci, tedeschi, britannici e dello Zimbabwe. L'unico sopravvissuto alla sciagura, un bambino olandese di nove anni, è stato rimpatriato il 15 maggio.

SDA-ATS