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Le forze fedeli a Gheddafi hanno sparato sulla folla nella città di Misurata. Almeno nove persone sono rimaste uccise. Lo riferiscono abitanti della città in mano agli insorti.

Intanto il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà ancora una volta alle 15.00 di New York (le 20.00 in Svizzera) per discutere della situazione in Libia. "Verranno discussi gli ultimi sviluppi", hanno detto all'ANSA diplomatici che partecipano alle riunioni dei Quindici.

A margine della riunione dei ministri degli esteri dell'UE a Bruxelles il ministro degli esteri francese, Alain Juppé, ha da parte sua indicato che la Nato "è disponibile a venire in sostegno" dell'intervento della coalizione internazionale in Libia ed è pronta a farlo "entro pochi giorni".

Il primo ministro belga Yves Leterme ha affermato che l'obiettivo dell'azione intrapresa dalla comunità internazionale è stato "chiaramente indicato" ed è quello di "cacciare" Gheddafi. "Gheddafi deve andarse", ha detto il premier belga, secondo il quale la coalizione dei volenterosi ha una legittimazione che va al di là del controllo dello spazio aereo libico e gli dà la possibilità di prendere tutte le misure necessarie per proteggere la popolazione civile.

Intanto l'alt immediato alle operazioni militari contro la Libia è stato chiesto dal ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, dopo un incontro al Cairo con il suo collega egiziano, Nabil el-Arabi. Il presidente russo Dmitri Medvedev, stando a quanto riferisce l'agenzia Itar-Tass, ha invece indicato che "non ritengo sbagliata la risoluzione 1973 perché in generale riflette la nostra comprensione degli avvenimenti". "Noi naturalmente non parteciperemo alla chiusura dello spazio aereo, non invieremo un contingente se ci sarà un'operazione di terra", ha premesso Medvedev. Ma, ha aggiunto, "possiamo compiere sforzi da mediatore per ricomporre il conflitto. Le possibilità ce l'abbiamo".

Dal canto suo il ministro degli esteri turco Ahmed Davutoglu ha affermato che la Turchia vuole dei chiarimenti sui piani della Nato in Libia e ritiene che il modo in cui è stata costituita la coalizione per attaccare il paese non è conforme alle norme internazionali.

Mentre la Guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, ha detto che la Repubblica islamica "condanna l'intervento militare in Libia", mirato solo al petrolio, aggiungendo che continuano così i "fallimenti" degli Stati Uniti nella regione.

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SDA-ATS