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Libia: Nato prolunga missione di tre mesi

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2011 - 18:30
(Keystone-ATS)

La Nato ha deciso di prolungare di tre mesi la missione in Libia che formalmente doveva terminare il 27 settembre. Lo ha stabilito il Consiglio atlantico riunito a livello di ambasciatori.

La decisione di prolungare la missione Nato, a quanto si è appreso, è stata adottata anche alla luce della richiesta giunta dalle autorità libiche e in considerazione dell'esigenza di proseguire le operazioni di protezione dei civili previste dalle risoluzioni 1970 e 1973 del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Si è così voluto dare, osservano fonti dell'Alleanza, un "segnale forte" della permanente determinazione internazionale a portare a termine il compito che le è stato affidato dalle Nazioni Unite.

La Nato, secondo le stesse fonti, ha anche deciso che questa proroga tecnica della missione sarà sottoposta a costante riesame con l'obiettivo di sospendere le operazioni non appena le circostanze lo consentiranno e in stretta consultazione con le autorità libiche, così come previsto dalle nuova risoluzione 2009 del Consiglio di sicurezza.

Il segretario generale dell'Alleanza atlantica Anders Fogh Rasmussen ha sottolineato che la Nato porterà avanti la missione in Libia "fino a quando necessario, ma non un giorno di più". La costante "revisione" decisa, osserva ancora il segretario generale, "ci consentirà di considerare concluso il nostro compito in qualsiasi momento nel rispetto della volontà delle autorità libiche".

La Nato e i suoi partner, ha rilevato Rasmussen, hanno adempiuto con notevole successo al mandato ricevuto dal'Onu. Tuttavia, "in considerazione del permanere di minacce nei confronti della popolazione civile, abbiamo deciso di continuare a proteggerla così come previsto dalla risoluzione 2009 dell'Onu".

Quello deciso oggi è il secondo prolungamento della missione Unified Protector avviata il 31 marzo. La prima proroga di tre mesi era stata adottata il 1. giugno.

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