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Libia: ribelli pronti a esportare petrolio

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 marzo 2011 - 16:58
(Keystone-ATS)

I ribelli libici si dicono pronti a esportare petrolio "in meno di una settimana" e in grado di produrre "dai 100'000 ai 130'000 barili al giorno". Lo ha annunciato un portavoce, dopo la conquista oggi degli impianti e dei terminal a sud di Bengasi. Un accordo sarebbe già stato raggiunto con il Qatar.

I campi petroliferi riconquistati nelle ultime 48 ore consentiranno ai ribelli di "produrre almeno 100'000, 130'000 barili al giorno, e possiamo facilmente arrivare ad un ritmo di 300'000", ha detto Ali Tarhoni, responsabile per gli affari economici dei ribelli.

A Ras Lanuf, considerato il secondo sito strategico per il settore energetico libico, c'è una raffineria da 220'000 e numerosi depositi di petrolio e gas. L'altra città conquistata, Marsa el Brega, è invece sede di un importante terminal per l'export. Tobruk, altro centro petrolifero del Paese, è rimasto poi nelle mani dei ribelli sin dall'inizio della rivolta contro Gheddafi.

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