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WASHINGTON - Mentre dal Golfo del Messico arrivano i primi segnali positivi circa il contenimento dell'emergenza petrolio, un'altra potenziale marea nera minaccia gli Stati Uniti: il lago Michigan potrebbe essere invaso nei prossimi giorni da quattro milioni di litri di petrolio.
Sono quelli finiti nel fiume Kalamazoo da un oleodotto che si è rotto e che attraversa lo Stato nel Midwest a sud del lago Michigan. Il Kalamazoo finisce, appunto, nel grande lago, e l'Environment Protection Agency (EPA) ha diffuso una nota di allerta alle autorità della zona.
L'oleodotto appartiene alla compagnia canadese Enbridge Inc. e, partendo dal Canada, attraversa tutto il Michigan per arrivare fino in Indiana e nell'area di Chicago. Ma l'impianto si è rotto all'altezza della città di Marshall, in pieno Michigan, e un piccolo ma costante fiume di petrolio sgorga da lunedì, contaminando il Kalamazoo.
Il petrolio, che sgorga da un tubo di 76 centimetri di diametro, si è già disperso lungo il fiume per un tratto di una cinquantina di chilometri. Il Lago Michigan dista da Marshall un centinaio di chilometri.
"Si tratta di una marea nera importante - ha dichiarato la direttrice dell'Epa, Linda Jackson - che può potenzialmente contaminare sorgenti d'acqua essenziali e costituire una minaccia per la salute pubblica".
Un allarme in tal senso è stato lanciato dalla governatrice del Michigan, Jennifer M. Granholm, secondo la quale la perdita di petrolio attualmente in corso è la più grave mai avvenuta nell'intero Midwest. "Sarebbe una tragedia di proporzioni storiche se questo petrolio raggiungesse il Lago Michigan", ha dichiarato.

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SDA-ATS