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WASHINGTON - La Guardia Costiera americana ha trovato tracce di catrame sulle coste dell'isola di Key West, in Florida, e ha ordinato che siano immediatamente esaminate per verificare se possano essere messe in relazione con la perdita di petrolio dalla piattaforma della BP affondata. La National Oceanic Atmospheric Administration (NOAA, l'organismo federale per la tutela delle acque e delle coste oceaniche) ha già cominciato le sue analisi.
L'amministratrice della NOAA, Jane Lubchenco, si è per ora limitata a confermare che "una parte della marea nera potrebbe finire nella Loop Current, la corrente di profondità che spinge verso la Florida", precisando però che anche se fosse ci vorrebbero comunque da 10 ai 12 giorni perché il petrolio raggiungesse le coste.
L'amministrazione Obama si accinge a varare una commissione d'inchiesta che dovrebbe mettere sotto esame non solo le cause e le responsabilità dell'incidente del 20 aprile, ma anche aprire un'indagine approfondita su tutto il settore industriale legato alle trivellazioni offshore.
Nel frattempo l'amministratore delegato della BP, Tony Hayward, intervistato a Londra da Sky News, ha escluso che in seguito alla perdita di petrolio ci possano essere danni ambientali gravi sulle coste americane."Penso che l'impatto ambientale di questo disastro sarà molto, molto modesto - ha detto -. Impossibile dirlo ora, organizzeremo una valutazione dettagliata. Ma tutto ciò che possiamo vedere in questo momento sembra suggerire che l'impatto totale sull'ambiente sarà molto, molto modesto".

SDA-ATS