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NEW ORLEANS - Le denunce legate alla marea nera nel Golfo del Messico sono già un quarantina, tra cui oltre 30 class action, cioè cause collettive, contro i presunti responsabili del disastro e a difesa delle migliaia di persone danneggiate dal greggio che fuoriesce dal pozzo della BP.
In base alle indicazioni raccolte dalla stampa locale di Lousiana, Mississippi e Texas, le class action già avviate, alle quali stanno aderendo pescatori ed allevatori di ostriche, operatori turistici di barche e proprietari di condomini per turisti, hanno soprattutto nel mirino la Bp e la Transocean, la società con sede in Svizzera proprietaria della piattaforma esplosa il 20 aprile facendo 11 vittime.
Tra gli altri gruppi nel mirino delle cause spiccano poi la Halliburton, il colosso dell'estrazione petrolifera, accusato da alcuni esperti di avere cementato male il pozzo sottomarino provocando la fuoruscita di greggio; e la Cameron, la società che ha fornito le valvole di sicurezza, che non avrebbero funzionato come dovuto.

SDA-ATS