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Micheline Calmy-Rey contraria all'isolamento

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 giugno 2011 - 07:54
(Keystone-ATS)

La consigliera federale Micheline Calmy-Rey in un'intervista accordata al quotidiano di Winterthur "Der Landbote" si esprime contro le tendenze all'isolamento in Svizzera perché "nascondersi non serve a niente".

Il mondo si è globalizzato, è collegato in rete e ciò non piace a tutti gli svizzeri. Alcuni preferirebbero nascondersi dietro a dei muri e aspettare per vedere quello che succede, afferma la Presidente della Confederazione.

Questo atteggiamento ad isolarsi "è una specie di antidoto alla globalizzazione", ma, afferma, è una reazione sbagliata. "Dobbiamo affrontare in modo proattivo le sfide delle riunioni internazionali". Pensa in particolare ai settori dei diritti dell'uomo, dell'economia o dell'approvvigionamento energetico nei quali gli standard in vigore sono universali.

La Svizzera deve poter dire la sua. "Nascondersi non serve a niente", afferma Micheline Calmy-Rey che elogia il patriottismo definendolo "una cosa buona". "Bisonga essere sicuri della propria identità per affrontare il grande mondo". Restare dietro a delle frontiere è un "atteggiamento timoroso".

Interrogata sulle paure suscitate dall'immigrazione in seno alla popolazione, Micheline Calmy-Rey ha evocato delle misure contro il dumping salariale e ha promesso che altre proposte saranno fatte "il più rapidamente possibile".

Su richiesta del Consiglio federale è stato creato un gruppo di lavoro. Secondo la consigliera federale questo gruppo esamina misure per lottare contro i danni al paesaggio delle nuove costruzioni, contro l'aumento crescente dei prezzi degli immobili e degli affitti come pure i problemi del trasporto.

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