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MO: Abu Mazen, sì a forze Nato in stato palestinese

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 dicembre 2010 - 18:44
(Keystone-ATS)

GERUSALEMME - Il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha detto oggi che i palestinesi avevano acconsentito alla presenza della Nato nel territorio di uno Stato palestinese subito dopo la sua proclamazione. Lo ha riferito nel corso di un incontro a Ramallah con circa un centinaio di personalità politiche israeliane dell'opposizione e anche di partiti di governo.
A una presenza della Nato, ha aggiunto, avevano dato il loro assenso anche l'Egitto e la Giordania. Il leader palestinese ha ribadito ai suoi interlocutori che i palestinesi "non sono disposti a riprendere i negoziati (con Israele) tornando al punto di partenza e nemmeno rinunceranno ai confini del 1967" (antecedenti l'occupazione israeliana della Cisgiordania, della Striscia di Gaza e di Gerusalemme Est).
Abu Mazen ha criticato il premier israeliano Benyamin Netanyahu accusandolo di preferire gli insediamenti alla pace. Secondo Abu Mazen, Netanyahu avrebbe tirato fuori "una serie di scuse" per giustificare il suo rifiuto di una nuova moratoria edilizia degli insediamenti ebraici, condizione posta dai palestinesi per tornare al tavolo dei negoziati di pace diretti con Israele. Netanyahu avrebbe inoltre motivato il rifiuto anche con il fatto che una nuova moratoria avrebbe provocato la caduta del suo governo.
Secondo Abu Mazen, dopo le migliaia di vittime causate dalle due Intifada, i palestinesi in Cisgiordania negli ultimi quattro anni sono cambiati passando da una cultura che predicava la violenza a una di pace e stabilità. "Io ho otto nipoti e voglio che crescano in pace e sicurezza" ha detto Abu Mazen chiedendo l'aiuto dei suoi interlocutori affinché non si perda l'occasione di giungere a un accordo di pace.

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