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Nucleare: Fukushima; governo Gb cercò insabbiare disastro

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 luglio 2011 - 13:02
(Keystone-ATS)

Il governo britannico cercò di insabbiare il disastro nucleare di Fukushima avvicinando le aziende del settore nucleare per mettere a punto una strategia coordinata di pubbliche relazioni.

E-mail interne ottenute dal Guardian mostrano come soltanto due giorni dopo il terremoto e lo tsunami dell'11 marzo, quando ancora non erano noti i livelli di radiazione fuoriusciti dall'impianto danneggiato, le multinazionali nucleari Edf Energy, Areva e Westinghouse lavorarono in stretto coordinamento con i responsabili governativi nel settore dell'energia per assicurare che l'incidente non facesse finire su un binario morto i loro piani per una nuova generazione di centrali nel Regno Unito.

"Questo incidente ha il potenziale di far fare passi indietro all'industria nucleare nel mondo", ha scritto un funzionario del Department for Business, Innovation and Skills (Bis) il cui nome è stato censurato: "Dobbiamo fare in modo che la lobby anti-nucleare non guadagni terreno occupando il territorio e tenendo posizioni. Dobbiamo mostrare che il nucleare è veramente sicuro".

Le e-mail sono state condannate da Greenpeace: mettono in luce una "scandalosa collusione" tra industria e governo, ha detto Louise Hutchins, una portavoce del gruppo ambientalista, secondo cui i documenti mostrano "la cieca ossessione del governo per l'energia nucleare" e provano che "non ci si può fidare nè del governo, nè dell'industria, in materia di centrali atomiche".

L'incidente di Fukushima, provocato dal terremoto e dallo tsunami in Giappone dell'11 marzo, ha costretto 80 mila persone a lasciare le loro case e messo in crisi la fiducia del mondo nell'atomo. In Germania, Italia, Svizzera, Tailandia e Malesia piani per la costruzione di nuovi impianti sono stati abbandonati in seguito al disastro.

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