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Nucleare: Leuthard, non si parli ora di centrali nuova generazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 settembre 2011 - 10:13
(Keystone-ATS)

La discussione riguardo all'opportunità di costruire centrali atomiche di nuova generazione non va fatta ora, ma se caso quando saranno effettivamente disponibili tecnologie più moderne: lo afferma la consigliera federale Doris Leuthard, che si oppone così alla soluzione voluta dalla competente commissione del Consiglio degli stati, contraria a vietare completamente la costruzione di nuovi impianti.

"È molto difficile descrivere quale tipo di nuova centrale sarebbe possibile costruire: a me sembra difficile definire questo concetto in una legge", afferma la responsabile del Dipartimento Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) in un'intervista pubblicata oggi da "Der Sonntag".

Quello che avverrà fra 30 anni nessuno lo sa, prosegue Leuthard. Il Consiglio federale non vuole "vietare la tecnologia", come invece affermato da Economiesuisse: ma "l'energia atomica in tempi prevedibili non è una tecnologia orientata al futuro".

Secondo la ministra se si dovesse annacquare la legge - come propone la commissione dell'energia degli Stati (CAPTE) - "non si avrebbe né carne né pesce". Per migliora l'efficienza energetica e favorire le fonti alternative serve una chiara volontà politica e anche le aziende hanno bisogno di condizioni quadro prevedibili, osserva Leuthard. "Naturalmente la situazione potrebbe cambiare, ma nei prossimi 20 anni dobbiamo percorrere questa via".

Il Consiglio degli stati si esprimerà sull'argomento il 28 settembre. La CAPTE suggerisce ai senatori di respingere o modificare le mozioni che vietino una tecnologia nel suo insieme, poiché questo impedirebbe anche la ricerca.

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