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Nuova Zelanda: miniera, 4/a esplosione ritarda recupero resti

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 novembre 2010 - 09:31
(Keystone-ATS)

SYDNEY - Una quarta esplosione di metano in nove giorni, la più potente, ha squassato le gallerie della miniera di carbone di Pike River in Nuova Zelanda, dove 29 uomini sono periti, e dove si è sviluppato un incendio che rischia di ritardare notevolmente il recupero dei loro resti.
Dai pozzi di ventilazione si sprigionano grandi quantità di fumo e fiamme dopo l'esplosione di ieri, avvenuta mentre stava per essere avviato un potente macchinario per aspirare i gas tossici. La priorità è ora quella di estinguere l'incendio e una delle opzioni è di sigillare temporaneamente l'entrata e i pozzi di ventilazione, per privare il fuoco di ossigeno. "Il recupero dei 29 uomini rimane la nostra massima priorità", ha assicurato il presidente della Pike River Mine, John Dow.
Intanto il premier John Key ha annunciato una commissione reale d'inchiesta, il più alto livello di indagine, e ha espresso dubbi sul futuro dell'attività mineraria affermando che l'intero settore, e i pericoli associati, dovranno essere riesaminati. Le vittime del disastro, di età fra 17 e 62 anni, comprendono 24 neozelandesi, due australiani, due britannici e due sudafricani.

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