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Nuove accuse di Christoph Mörgeli al procuratore generale Beyeler

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 maggio 2011 - 15:58
(Keystone-ATS)

A poco meno di tre settimane dall'elezione del procuratore generale della Confederazione, il consigliere nazionale UDC Christoph Mörgeli ha aumentato la pressione sull'attuale titolare di questa carica Erwin Beyeler. A suo dire, quest'ultimo era al corrente del "complotto" ordito contro l'ex consigliere federale Christoph Blocher e, di conseguenza, non è eleggibile il 15 giugno da parte dell'Assemblea federale.

Il consigliere nazionale democentrista ha presentato stamani alla stampa nuovi documenti concernenti la vicenda Blocher-Roschacher. Si tratta di scambi di posta elettronica tra Beyeler e responsabili del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) che risalgono all'estate 2007. Allora, Beyeler non era ancora in carica. Tuttavia, quale procuratore della Confederazione designato, doveva essere informato su tutti i dossier principali.

Stando a questo scambio epistolare, il procuratore generale sapeva che il MPC era in possesso di documenti che potevano lasciar supporre un complotto ordito da Christoph Blocher, allora ministro della giustizia, per spingere alle dimissioni il procuratore della Confederazione Valentin Roschacher nel luglio del 2006. Il MPC aveva messo a disposizione questi documenti, sequestrati in Germania al banchiere privato Oskar Holenweger, della Commissione della gestione del Consiglio nazionale, che li aveva presentati alla stampa il 5 settembre 2007.

Christoph Mörgeli sostiene da tempo che i magistrati del MPC e la Commissione della gestione del Nazionale hanno organizzato un complotto in vista della non rielezione di Christoph Blocher in Consiglio federale, il 10 dicembre 2007. Tuttavia, la denuncia nei confronti di Jean-Paul Glasson (PLR/FR), presidente della commissione della gestione, e di Lucrezia Meier-Schatz (PPD/SG), presidente della sottocommissione della gestione, è stata archiviata nel giugno del 2009.

Ebbene, Erwin Beyeler era al corrente di questo complotto e vi ha preso parte, dato che non è intervenuto, ha ribadito Christoph Mörgeli. A suo modo di vedere, egli "costituisce un pericolo per le nostre istituzioni" e non deve dunque essere rieletto dal parlamento.

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