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Pacchi bomba: per inquirenti rivendicazione è attendibile

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 dicembre 2010 - 16:20
(Keystone-ATS)

ROMA - Gli inquirenti romani che indagano sui pacchi bomba esplosi ieri nelle ambasciate di Svizzera e Cile ritengono "attendibile" e con "riscontri obiettivi" la rivendicazione della Federazione Anarchica Informale (Fai).
Secondo i titolari degli accertamenti, inoltre, la tecnica utilizzata, ossia l'invio tramite posta di videocassette piene di esplosivo e bulloni, è tipica delle frange violente di anarchici poiché in passato si sono verificate analoghe iniziative in Italia. Al vaglio degli inquirenti ci sono ora, in attesa dei risultati di laboratorio sulle tracce lasciate dalle esplosioni, anche i legami tra anarchici-insurrezionalisti italiani e greci.
L'addetto dell'ambasciata svizzera a Roma, rimasto gravemente ferito alle mani ieri mattina "sta piuttosto bene considerate le circostanze". L'ambasciatore Bernardino Regazzoni gli ha fatto visita oggi all'ospedale. Lo ha riferito oggi all'ATS il dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
La missione elvetica nella capitale italiana rimane in stretto contatto con le autorità locali, con le quali ha concordato di rafforzare le misure di sicurezza presso l'ambasciata svizzera. Il DFAE non ha voluto fornire dettagli in merito, ma le misure previste vanno da un recinto di protezione, alle telecamere di sorveglianza all'introduzione di personale di sicurezza e di piani di evacuazione.
Intanto, il rafforzamento dei controlli della posta che giunge alle ambasciate romane stamane ha dato luogo ad un nuovo allarme bomba, poi rivelatosi infondato. I funzionari dell'Ambasciata d'Irlanda, avendo ricevuto al centro smistamento postale un plico giallo come i due esplosi ieri alle ambasciate della Svizzera e del Cile, hanno chiamato alle 11.00 la polizia e gli artificieri. Il plico, che aveva francobolli ma era senza timbri postali, è stato aperto dagli artificieri ma conteneva semplicemente un biglietto d'auguri.

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