Navigation

Pakistan: blasfemia, ergastolo a imam per aver rimosso manifesto

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 gennaio 2011 - 08:15
(Keystone-ATS)

ISLAMABAD - Un imam di una moschea della provincia del Punjab e suo figlio sono stati condannati all'ergastolo in base alla severa e controversa legge sulla blasfemia. I due erano stati sorpresi lo scorso anno a strappare da un muro un manifesto religioso e a calpestarlo in segno di disprezzo. Lo riferisce oggi il quotidiano Express Tribune precisando che la sentenza è stata comminata da un tribunale locale della città di Dera Gaza Khan e che i due sono stati condannati anche a pagare una pesante ammenda.
Muhammad Shafi, 45 anni, e Muhammad Aslam, 20 anni, appartengono alla setta Barelvi rivale di quella dei Deobandi a cui appartiene il loro accusatore che li aveva denunciati per rimuovere un poster affisso in un negozio del distretto di Muzaffargarh, in cui si annunciava un evento in onore della nascita di Maometto. Secondo i giudici, i due "hanno strappato il volantino e lo hanno messo sotto i piedi". Il gesto ha indotto un religioso, autore dell'annuncio, a denunciare i due per blasfemia.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.