La realtà delle migrazioni "richiede il reciproco aiuto tra Paesi, con disponibilità e fiducia, senza sollevare barriere insormontabili". Così il Papa nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante, spiegando che "nessun Paese può affrontare da solo le difficoltà connesse a questo fenomeno".

"La realtà delle migrazioni, con le dimensioni che assume nella nostra epoca della globalizzazione, chiede di essere affrontata e gestita in modo nuovo, equo ed efficace, che esige anzitutto una cooperazione internazionale e uno spirito di profonda solidarietà e compassione", scrive papa Francesco nel messaggio. "È importante la collaborazione ai vari livelli, con l'adozione corale degli strumenti normativi che tutelino e promuovano la persona umana", prosegue.

Il Papa raccomanda anche che "questa collaborazione inizi già con lo sforzo che ogni Paese dovrebbe fare per creare migliori condizioni economiche e sociali in patria, di modo che l'emigrazione non sia l'unica opzione per chi cerca pace, giustizia, sicurezza e pieno rispetto della dignità umana". "Creare opportunità di lavoro nelle economie locali - conclude -, eviterà inoltre la separazione delle famiglie e garantirà condizioni di stabilità e di serenità ai singoli e alle collettività".

"Penso a come anche la Santa Famiglia di Nazaret abbia vissuto l'esperienza del rifiuto all'inizio del suo cammino", dice papa Francesco nel suo messaggio. "Anzi - aggiunge -, Gesù, Maria e Giuseppe hanno sperimentato che cosa significhi lasciare la propria terra ed essere migranti: minacciati dalla sete di potere di Erode, furono costretti a fuggire e a rifugiarsi in Egitto".

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