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Il Tribunale per l'applicazione della pena (Tap) di Bruxelles deciderà il 18 febbraio prossimo se accogliere o meno la richiesta avanzata da Marc Dutroux per poter scontare a domicilio, con un braccialetto elettronico, il resto della sua condanna all'ergastolo.

Lo si è appreso al termine della prima udienza davanti ai giudici del "mostro" di Marcinelle durata poco più di due ore e svoltasi a porte chiuse. Né gli avvocati di Detroux né quelli di parte civile hanno rilasciato dichiarazioni.

Il 'mostro' di Marcinelle, che oggi ha 56 anni, è stato condannato alla prigione a vita nel 2004 dopo essere stato riconosciuto colpevole del rapimento e delle violenze inflitte a sei adolescenti belghe e della morte di quattro di loro. I fatti sono stati commessi tra il giugno del '95 e l'agosto del '96. Attualmente Dutroux è detenuto nel carcere di Nivelles.

I suoi legali hanno chiesto di accedere all'istituto della libertà vigilata con braccialetto elettronico in vista della possibilità - prevista dalla legge per chi ha già scontato un terzo della pena e che scatterà per il 'mostrò dal 30 aprile prossimo - di poter ottenere un regime di libertà condizionata. Come è accaduto lo scorso agosto per l'ex moglie e complice Michelle Martin. I magistrati del Tap dovranno ora valutare il piano di "reinserimento" presentato dai legali di Dutroux. Ma l'amministrazione del penitenziario di Nivelles e la procura hanno già espresso parare negativo sulla sua scarcerazione. E l'opinione pubblica belga si è mobilitata per dire 'nò alla sola ipotesi che il "mostro" possa uscire di prigione.

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SDA-ATS